Calamus suona per il Papa. Benedetto XVI ha gradito molto l’esibizione. Grande soddisfazione per l’associazione che tutela le tradizioni locali. Il 16 dicembre ancora a Roma per il concerto tradizionale in San Giovanni in Laterano.

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“Un Giorno da Pecora” lancia “Renzy Style”, il pezzo del momento. Ideato e cantato dalle nostre Rachele e Serena.

Dopo il tormentone sudcoreano “Gangnam Style” di Psy, il pezzo del momento il cui video è il più visto di tutti i tempi su YouTube, la trasmissione di Rai Radio 2 “Un Giorno da Pecora” lancia il “Renzi Style”. Video che è stato realizzato da Massimo Riti e rivisto in chiave primarie del centrosinistra dalle L’Ebernies, il duo satirico della trasmissione che firma tutte le siglette.

Il duo è formato da Rachele Brancatisano e Serena Pagnani che da qualche tempo sono le voci dei DeCalamus, il decimino di musica popolare che fa parte dell’Associazione Calamus.

FolkestInFesta è un blues, è Fabio Treves. Il grande armonicista e la sua band illuminano la prima delle serate finali. Piace Dall’Armellina, sorprendono i DeCalamus

Il folk-folk è arrivato con i suoni e le tradizioni ciociare dei simpatici e sorprendenti DeCalamus, vincitori della prima edizione di Suonare@Folkest – Premio Alberto Cesa con la canzone Glie Bregante. Il folto gruppo laziale – premiato dalla sorella di Alberto, Ita, viene dalla Valle di Comino ed è gente stra-innamorata di quello che canta e suona con orgoglio. Ci ha davvero colpiti con il suo mix di giovinezza ed esperienza capace di attraversare e rileggere con freschezza un repertorio antico, di trovare gemme preziose (uno stupendo canto di dolore al femminile) e di donarci momenti di autentica festa campagnola affidati a strumenti acustici: zampogna, ciaramella, ocarina, organetto e fisarmonica, chitarra battente, flauti e tamburelli vari. Un caleidoscopio di suoni e storie che ci riporta alle radici più vere di folkest, quelle del popolo e delle sue espressioni, anche povere, ma di un’autenticità unica.

Tratto da: Messaggero Veneto (28.07.2012)

Noi Suoneremo a Folkest 2012: FolkBulletin intervista i “DeCalamus”

I DeCalamus, vincitori della prima edizione del Premio Alberto Cesa 2012 con la canzone “Glie Bregante”, una breve intervista per conoscerli meglio.

Il vostro è un nome particolare, che suona d’antico. C’è un messaggio dietro la scelta di chiamarvi così?
Non siamo nostalgici, ma non vogliamo neppure rinunciare alle nostre radici. E’ una lingua antica, certo. Eppure credo che serva ancora a raccontare storie. Storie del passato, di adesso e di domani. Calamus è latino. Significa Calamo cioè il bordone sonoro usato nei strumenti antichi cari ai latini, ai sanniti e agli ernici, popolazioni da cui noi proveniamo. Nel suono di questo strumento c’è ancora l’orgoglio del nostro passato.
Da quando siete attivi come gruppo e come vi siete formati? Quanto i percorsi individuali dei singoli componenti hanno influito sulla creazione di un suono d’insieme? Presentatevi a chi ancora non vi conosce…
Ormai sono parecchi anni. La nostra storia, insieme, è la storia di ognuno di noi. E’ l’incontro di tante visioni ed esperienze musicali (musica classica, jazz, arabo mediterranea, tradizionale laziale, musica leggera) che si incrociano e si armonizzano.
Presentate il vostro spettacolo, gli strumenti e il loro ruolo, i musicisti e il repertorio…
I “DeCalamus” che significa i dieci di Calamus (nome dell’associazione) è un gruppo di musica popolare attivo da numerosi anni nella ricerca e la rieelaborazione delle tradizioni popolari della Valle di Comino; una delle aree italiane più rinomate per quanto riguarda la musica delle zampogne, dell’organetto e per la presenza di suonatori itineranti. Per questa ragione, all’interno del gruppo, è presente un ampio campionario di strumenti musicali, popolari e non – zampogna, ciaramella, organetto, ocarina, chitarra battente, fisarmonica, flauti pastorali, tamburelli , flauto, contrabasso- che caratterizzano tutto il repertorio proposto accompagnando le tre voci presenti nella formazione. Novene, pastorali, balli campestri, serenate e danze arcaiche per un affascinante viaggio nel cuore degli Appennini del “Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise”, alla scoperta di un patrimonio di racconti e suoni che, paradossalmente, risultano più innovativi e caratterizzati di ciò che offre il mercato musicale contemporaneo.
Quanta tradizione c’è in quello che suonate e quanta composizione?
Lo spunto principale dei nostri brani è senza dubbio il vasto repertorio musicale che la valle di Comino offre, ma la composizione è dominante. Spesso, infatti, partiamo da uno o due accordi o da una semplice frase per poi sviluppare il tutto. Basta darci il “la”!
Com’è nata “Glie Bregante”, la canzone che vi ha fatto vincere il Premio Alberto Cesa?
Ci siamo lasciati affascinare dalla figura del Brigante Cucuzza, che intorno al 1600 si nascondeva nelle campagne di Gallinaro. L’impronta rivoluzionaria che caratterizzò le sue gesta, fece di lui quasi un Robin Hood. Un suo discendente, professore di lettere, qualche anno fa scrisse una poesia per ricordarlo. E’ da qui che siamo partiti.
Voi non rappresentate una minoranza etnica ben precisa quanto piuttosto un’area geografica ben individuata, la Val di Comino. Questo legame preferenziale con il territorio è sempre uno stimolo o qualche volta rappresenta un vincolo troppo forte?
Il nostro gruppo si può paragonare ad un albero che ha le radici saldamente ancorate alla propria terra ma ha i rami proiettati verso il futuro. Tradizione, composizione e sperimentazione sonora si mescolano in una sintesi mai banale. Noncuranti delle tendenze del momento, cerchiamo solo di far conoscere,tramite la nostra musica, un posto capace di incantare anche scettici e disillusi: la Valle di Comino, nel cuore della Ciociaria.
Partecipare a un concorso come “Suonare@Folkest”, cioè essere giudicati da una giuria per quanto qualificata e non dal pubblico, quali particolari emozioni vi ha creato?
Non posso nascondere di aver provato una notevole soddisfazione, considerando che il mio gruppo ha scelto di seguire una propria strada musicale e che da sempre vuole proporre un proprio stile. Sono tante le difficoltà che incontriamo sulla nostra strada, soprattutto dal punto di vista commerciale. Ma va bene così…!
Voi operate a cavallo fra Lazio, Abruzzo, Molise e Campania. Com’è la situazione della musica dal vivo nel vostro territorio d’azione? E quella delle produzioni discografiche?
Ci sono pochi gruppi che suonano dal vivo, e la loro sopravvivenza spesso è legata all’esigenza di esprimere delle emozioni a prescindere dal risultato economico.
Le case discografiche?
Per questo tipo di musica, semplicemente non esistono!

Articolo originale: http://folkbulletin.folkest.com/noi-suoneremo-a-folkest-%e2%80%93-i-vincitori-del-concorso-%e2%80%9csuonarefolkest%e2%80%9d-2012-2/

“Mami: Meeting Arte Musica Intercultura”

L’ASSOCIAZIONE CALAMUS E IL SUO LABORATORIO “COMINIA ETNICA” ORGANIZZANO
a Segni (Roma) la prima edizione del Meeting di Arte, Musica ed Intercultura (MAMI) con la partecipazione di centinaia di artisti e associazioni multietniche. Si svolgerà a Segni, dislocato in diversi punti del bel borgo medievale in provincia di Roma, la prima edizione del Meeting di Arte, Musica ed Intercultura nei giorni di venerdi 31 agosto, sabato 1 e domenica 2 settembre 2012.
Centinaia di artisti, operatori culturali e associazioni multietniche saranno protagonisti dell’evento con stands, concerti, corsi musicali, stages di danze, proiezioni di film e video, presentazioni di libri, mostre, convegni, seminari, letture e rappresentazioni teatrali e dibattiti.
Personaggi famosi e artisti di livello internazionale partecipano alla kermesse, fra cui il celebre musicista americano Stanley Jordan che terrà un laboratorio musicale.

L’evento è organizzato dal Comune di Segni in collaborazione con la FederArteRom, un movimento artistico europeo interculturale costituito da 83 associazioni, tra esse l’associazione nazionale Thèm Romanò, l’Audiocoop e l’Associazione Internazionale Calamus.

La manifestazione ha il patrocinio del Consiglio d’Europa, di Amnesty International sezione italiana e dell’Università degli Studi di Chieti.

Sostengono e promuovono l¹iniziativa a livello nazionale:
Radio Shalom (Trieste), Radio Popolare (Roma), Radio Onda d¹Urto (Brescia), Babel Tv canale Sky 141 (Roma), Trsp canale Sky 858 (Vasto-Lanciano), TVQ (Pescara), webtv VIDEOCITTA (Lanciano), Radio Flash (Torino), Amolamusica-on line (Torino), Abruzzo live Tv, Tele Sveva (Andria), Antenna Sud (Bari), FederArtRomtv (Sanremo-Im), Globetvchannel.it (Roma), Video Italia Puglia (Corato ­ BA), Radio Spazio (Udine), Il Manifesto (Roma), Liberazione on-line, Confronti (Roma), Il Giornale (Roma), Glob 011 (Torino), Intercity (Pescara).

Apri/Scarica il programma (pdf)

Galleria Fotografica Facebook: i “DeCalamus” al Mami (Segni – Roma)

 

Cominia Etnica 2012

Quale è la tua storia? Ecco. Ci piace partire da qui, da questa domanda. Nove giorni e sette paesi. Il Festival delle Storie si svolge nella Valle di Comino, dal 25 agosto al 2 settembre. Ci trovate nelle piazze, nei vicoli, nei palazzi, nei castelli, nei caffè, nei bar, all’angolo delle strade di: Alvito, Atina, Picinisco, San Donato, Gallinaro, Casalvieri, Vicalvi.
Tra Roma e Napoli, Sora e Cassino, nel versante laziale del Parco Nazionaled’Abruzzo.
 Sito Ufficiale: www.festivaldellestorie.org

Dall’8 al 10 agosto 2012 si svolgerà a Picinisco, in Valle di Comino (Fr), l’11^ edizione di “Pastorizia in Festival”, festival etno-musicale all’insegna della riscoperta di sapori, odori e strumenti tradizionali.

Nel centro storico del paese si potrà assistere a dimostrazioni pratiche della lavorazione del latte e della produzione del formaggio, degustare formaggi e vini locali e visitare le antiche “Botteghe” dell’artigianato. E, naturalmente, sarà grande protagonista la musica etnica con le esibizioni di grandi interpreti del genere, sia italiani che internazionali.

Tutti i dettagli della manifestazione sono consultabili su:
www.pastoriziainfestival.wordpress.com

La direzione e l’organizzazione sono curati da:

L’Associazione Internazionale Calamus, come “laboratorio di cultura locale”, organizza dal 1998 il festival musicale interetnico “Cominia Etnica” che serve da stimolo per giovani musicisti, artisti ed artigiani, ai quali offre l’opportunità di esprimersi e diffondere la ricca cultura di tradizioni popolari della Valle di Comino (nel cuore della provincia di Frosinone).
Il festival “Cominia Etnica” prevede vari appuntamenti all’interno di manifestazioni che si ripetono annualmente nei tanti centri della Valle di Comino. Tra zampognari, cornamuse, organetti e danze popolari, prodotti tipici, suoni, luoghi e sapori antichi, Cominia Etnica è un viaggio in mondi lontanissimi e vicinissimi, andando dai suoni mediterranei a quelli celtici e balcanici, tutti suoni popolari legati alle tradizioni della nostra terra.
L’Associazione Internazionale “Calamus”, si impegna ogni anno nella ricerca contro l’oblio incalzante dei tempi e nella rivisitazione e riproposizione dell’antica cultura etnomusicale della valle, patrimonio non solo pastorale ma di una civiltà altrimenti destinata ad estinguersi.

I DeCalamus su “STYLE” di maggio. Il mensile de Il Giornale dedica uno spazio alla formazione di musica popolare che fa parte dell’Associazione Calamus.

Il cartografo di Vittorio Macioce

Canti d’amore e pastori erranti

Canti alla stesa. Non li avevo mai ascoltati. E’ capitato quasi per caso, con un gruppo che ha vinto le selezioni per il Folkest di Spilimbergo, un festival dedicato alla musica di tutte le culture del mondo. Si chiamano i DeCalamus, i dieci di Calamus, sono stati fondati da Massimo Antonelli e raccontano storie di briganti, pastori e transumanza. Eccolo. Arriva questo suono di ciaramelle e tamburelli, una voce che parte da lontano. Sembra il lamento dell’uomo che cerca di fuggire dalla solitudine, alla rlcerca di qualcuno che lo ascolti: una donna, un astro, una notte, un Dio, che possa condividere le meraviglie e i segreti di un cielo stellato. Qualcuno risponde. E’ la donna (forse la luna) e comincia la danza di parole, di botte e risposte. Non é ancora un canto d‘amore. E’ rude e irriverente. Serve a conoscersi, a capire l‘altro. Prima d’incontrarsi gli amanti si devono affrontare. La donna respinge l‘uomo can l’ironia, l’uomo sa che nel combattimento ravvicinato sarà lui a vincere e avanza a testa bassa sperando d’arrivare all’uppercut fatale. Questo strano incontro di pugilato è tutto di voce e di suoni. I Canti alla stesa sono il romanzo d‘amore del pastore, non importa quale sia la sua storia o Ia sua terra. Se si porta sulle spalle la transumanza dannunziana o il canto errante nelle distese asiatiche, se venga dai deserto degli uomini blu o dai canyon dei bovari americani o nell’orgoglio dei butteri e nella testardaggine dei pecorai sardi o ciociari. E’ un canto improvvisato, che arriva dalle radici del tempo, un poema popolare per voce sola e il coro va immaginato. Un canto unico e irripetibile, perché trovato in quel momento, canto di desiderio, di rabbia, di lontananza. Come se tutti questi uomini senza volto condividessero alla radice la domanda di Leopardi: << Che fai tu luna, in ciel? Dimmi, che fai, silenziosa luna? >>.

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SUONARE@FOLKEST – L’ASSOCIAZIONE CALAMUS DI PICINISCO IN FINALE

La formazione DeCalamus supera le selezioni del centro-sud Italia vincendo il Premio CESA

Grande soddisfazione per l’Associazione Calamus di Picinisco lo scorso 17 marzo a Coreno Ausonio, nell’ambito delle selezioni per il centro – sud Italia del prestigioso Festival Folkest di Spilimbergo.
La formazione musicale DeCalamus, progetto artistico che ha avuto nel corso degli ultimi anni grandi soddisfazioni a livello internazionale, si è aggiudicata infatti la possibilità di esibirsi nella serata finale della manifestazione di settore più importante d’Europa che anche quest’anno, il prossimo luglio, farà tappa a Pordenone.
Accolta da una autentica ovazione l’esibizione dei ciociari DeCalamus che, vincendo il primo Premio “Alberto Cesa” con la canzone “Glie Bregante” si sono conquistati il diritto di partecipare a Folkest, insieme ai Rosas e Cançoes e Max Arduini.
La Giuria di Coreno, composta da Luciano Duro, sindaco di Isola Del Liri e direttore artistico del Liri Blues Festival, Alessandro D’Alessandro, solista de La Piccola OrchestraLa Viola, Giuseppe Moretti, sindaco di Esperia e Roberto G. Sacchi, direttore di www.folkbulletin.com e Odette Lucchesi, dello staff di Folkest) non ha avuto dubbi nell’assegnare alla formazione questo riconoscimento.

DeCalamus, che significa I Dieci di Calamus, è un gruppo di musica popolare attivo da numerosi anni nella ricerca e riproposta delle tradizioni popolari della Valle di Comino, una delle aree italiane più rinomate per quanto riguarda la musica delle zampogne, dell’organetto e per la presenza di suonatori itineranti.  Per questa ragione, all’interno del gruppo, è presente un ampio campionario di strumenti musicali popolari – zampogna, ciaramella, organetto, ocarina, chitarra battente, fisarmonica, flauti pastorali, tamburelli – che caratterizzano tutto il repertorio proposto accompagnando le tre voci presenti nella formazione. Novene, pastorali, balli campestri, serenate e danze arcaiche per un affascinante viaggio nel cuore degli Appennini del “Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise”, alla scoperta di un patrimonio di storie e di suoni ricco e variegato.
I componenti del gruppo hanno partecipato ad importanti manifestazioni in tutto il mondo: alla voce Serena Pagnani, Rachele Brancatisano, Maura Amata; alla zampogna a chiave e alla fisarmonica Marc Iaconelli; alla ciaramella, Ocarina, Flauti, zampogna zoppa Massimo Antonelli ; all’organetto Emilio Parente, al contrabbasso Alessandro Del Signore; alle percussioni Francesco Manna, Laura Fabriani; all’ottavino e flauti Luca Lombardi:

Il più importante Folk Festival d’Europa farà tappa a Pordenone per dedicare quest’anno una serata di riflessione ai temi del sociale, più precisamente alla sensibilizzazione sulla salute mentale. E’ “Itaca a Folkest per la salute mentale”, il progetto che Cooperativa Itaca e Folkest portano avanti assieme da 11 anni e che da ben 7 estati vede il Comune di Pordenone partecipare attivamente grazie all’Assessorato alla Cultura.

Sono undici gli anni trascorsi da quel primo incontro tra Itaca e Folkest avvenuto forse un po’ per caso. Alle soglie dei vent’anni di età (“Venti di Itaca” saranno celebrati nel 2012), ben undici le stagioni che Itaca e Folkest hanno percorso insieme, condividendo un cammino ed un progetto comune per promuovere il lavoro di rete e di incontri. Anche quest’anno Cooperativa sociale Itaca e Folkest vogliono promuovere e sostenere valori quanto mai attuali come la vicinanza, la fratellanza, l’aiuto reciproco al di là di ogni confine etnico, stigmatico, religioso, fisico o di qualsiasi altro genere.
Per tutte le informazioni sull’Associazione Calamus e sul gruppo musicale DeCalamus: www.calamus.it.

Ufficio Stampa Calamus:  Elide Di Duca – 333/8262445

L’Associazione Calamus protagonista a Maranola con “La Valle delle Zampogne” per la 19^ Edizione de “La Zampogna” Festival di Musica e Cultura Tradizionale

Si rinnova a Gennaio 2012 l’appuntamento con uno dei festival più importanti in Italia nel panorama della musica popolare. Giunto alla XIX^ edizione, coinvolge un numero sempre maggiore di studiosi, musicisti, liutai e pubblico, dimostrando quanto sia forte ed in costante crescita, l’attenzione verso questo importante strumento della tradizione popolare italiana. Il Festival “La Zampogna”, che si avvale della direzione artistica di Ambrogio Sparagna e di Erasmo Treglia, rientra nelle iniziative di Re.Fo.La. – Rete del Folklore del Lazio ed è partner italiano dell’EFWMF – European Forum of World Music Festivals (network europeo dei 40 festival di musica folk più importanti).

L’Associazione Internazionale Calamus torna a Maranola per la 19^ Edizione del Festival “La Zampogna”, dopo il successo dello scorso anno del gruppo di musica popolare “DeCalamus”.

In questa edizione, l’associazione presenta il documentario “La Valle delle Zampogne”: il racconto di un viaggio nella Valle di Comino alla scoperta di una tradizione antica, con l’intento di far conoscere la storia della Zampogna e dei suoi suonatori attraverso rare testimonianze e grazie al notevole contributo apportato all’opera da professori universitari, ricercatori e dagli stessi protagonisti che raccontano la loro vita con la zampogna.
Il documentario, disponibile in DvD, è stato prodotto dal Centro Studi Ricerche “At Calamus”, organo scientifico dell’Associazione Calamus.

L’associazione, con sede a Picinisco (FR), da tantissimi anni è attiva nella ricerca e riproposta delle tradizioni popolari della Valle di Comino, una delle aree italiane più rinomate per quanto riguarda la musica delle zampogne, dell’organetto e per la presenza di suonatori itineranti.

Appuntamento a Maranola (LT) quindi, dove domenica 15 Gennaio alle ore 12, presso il Centro Studi “A. De Santis” Torre Cajetani, ci sarà la presentazione e la proiezione di questo interessantissimo documentario.

(Giorgio Giulio Scaccia)