I DeCalamus su “STYLE” di maggio. Il mensile de Il Giornale dedica uno spazio alla formazione di musica popolare che fa parte dell’Associazione Calamus.

Il cartografo di Vittorio Macioce

Canti d’amore e pastori erranti

Canti alla stesa. Non li avevo mai ascoltati. E’ capitato quasi per caso, con un gruppo che ha vinto le selezioni per il Folkest di Spilimbergo, un festival dedicato alla musica di tutte le culture del mondo. Si chiamano i DeCalamus, i dieci di Calamus, sono stati fondati da Massimo Antonelli e raccontano storie di briganti, pastori e transumanza. Eccolo. Arriva questo suono di ciaramelle e tamburelli, una voce che parte da lontano. Sembra il lamento dell’uomo che cerca di fuggire dalla solitudine, alla rlcerca di qualcuno che lo ascolti: una donna, un astro, una notte, un Dio, che possa condividere le meraviglie e i segreti di un cielo stellato. Qualcuno risponde. E’ la donna (forse la luna) e comincia la danza di parole, di botte e risposte. Non é ancora un canto d‘amore. E’ rude e irriverente. Serve a conoscersi, a capire l‘altro. Prima d’incontrarsi gli amanti si devono affrontare. La donna respinge l‘uomo can l’ironia, l’uomo sa che nel combattimento ravvicinato sarà lui a vincere e avanza a testa bassa sperando d’arrivare all’uppercut fatale. Questo strano incontro di pugilato è tutto di voce e di suoni. I Canti alla stesa sono il romanzo d‘amore del pastore, non importa quale sia la sua storia o Ia sua terra. Se si porta sulle spalle la transumanza dannunziana o il canto errante nelle distese asiatiche, se venga dai deserto degli uomini blu o dai canyon dei bovari americani o nell’orgoglio dei butteri e nella testardaggine dei pecorai sardi o ciociari. E’ un canto improvvisato, che arriva dalle radici del tempo, un poema popolare per voce sola e il coro va immaginato. Un canto unico e irripetibile, perché trovato in quel momento, canto di desiderio, di rabbia, di lontananza. Come se tutti questi uomini senza volto condividessero alla radice la domanda di Leopardi: << Che fai tu luna, in ciel? Dimmi, che fai, silenziosa luna? >>.

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